Considerazioni di un escursionista urbano

Oggi ci chiamano tutti Urban trekker. Dalla rivista al quotidiano, fino al ragazzino di quinta che oltre a questo termine ha imparato e dice ad alta voce: outfit. Siamo quelli che fanno i giri in città con gli abiti tecnici e in gruppo, ci chiamano con un termine coniato anni fa nella lingua d’Albione, la vecchia Inghilterra. Sembra che sia più figo invece di dire escursionisti o camminatori.

In Italia siamo abituati a rifiutare fin da subito ciò che è nostro, in primis la nostra lingua, quindi, quando dobbiamo definire nuovi vocaboli, utilizziamo la lingua degli altri senza farsi un problema; tuttavia, questo non significa che siamo una nazione aperta in grado di parlare una seconda lingua o addirittura una nazione con una spiccata identità internazionale. Ma che siamo matti! Imparare una seconda lingua in modo serio e non scolastico! I’am, you are…the cat is on the table…Noi quando andiamo all’estero “parliamo” a gesti, siamo italiani o no! Al di là di questo, siamo stanchi di non essere chiamati con i termini giusti nella nostra bella lingua; dunque da questo momento ci chiameremo: escursionisti appassionati o più precisamente escursionisti urbani, quelli che con i propri piedi mangiano chilometri d’asfalto in tutte le stagioni, quelli che organizzano giri più o meno impegnativi per vivere l’esperienza di vedere la propria città con occhi diversi e fare nello stesso tempo uno sport molto salutare.

LE ROVINE SONO ANCORA VIVE – Passeggiamo infatti sia in città che all’interno di parchi pubblici e nei luoghi in cui la storia non ha mai smesso di vivere o far parlare di se. Noi infatti riteniamo che le testimonianze storiche e i monumenti antichi non siano solo “ammassi” di rovine morte e sepolte, ma qualcosa di ancora vivo e unico e soprattutto da preservare. Una città, per noi, se non ha più rovine non ha, né un passato, né una storia da raccontare. E’ una città vuota, come se avesse una voce atona e non sapesse più cantare.

LE CITTA’ ITALIANE – Le città italiane ed europee sono tesori a cielo aperto, stavo per dire “en plein air”, unici al mondo, in cui le risorse del patrimonio artistico e monumentale costituiscono insieme la rete di strade, palazzi e luoghi di svago. I monumenti sono parte integrante della città, anzi sono essi stessi città. I popoli della vecchia Europa, e in particolare quelli che abitano l’Italia sono a buon diritto ambasciatori universali di tale bellezza e ricchezza. L’Italia infatti, detiene il più grande patrimonio culturale e artistico del mondo, costituito da più di 3400 musei, 2100 parchi archeologici e 43 siti Unesco. Sapere di andare a vedere questi posti a piedi, o da soli o in gruppo, è un’esperienza stupenda.

La soddisfazione che proviamo nel camminare è legata a due significati: nel primo caso, viviamo un’esperienza intima perché quando siamo all’aperto, a fare un’uscita, ad esempio, in una città come Roma, Firenze o Venezia, città d’arte e veri musei a cielo aperto, siamo completamente rapiti  emozionalmente dal contesto che tutt’intorno ci circonda. Nel secondo caso, invece, proviamo la soddisfazione piena e consapevole di un piacere individuale che con il tempo si trasforma in vero e proprio stile di vita.

Il giorno che esci ti senti bene, sei soddisfatto, poi, quando per qualsiasi motivo non puoi andare ti senti giù di corda e non vedi l’ora che questi momenti passino in fretta e vadano via. La prima volta che facciamo un’escursione e andiamo in città, siamo letteralmente presi dalla sensazione di non essere più padroni della nostra realtà, come se ci sentissimo “fuori luogo”. Sostanzialmente non siamo più noi stessi. I nostri sensi e le attenzioni si ravvivano, si sviluppano e si acuiscono. Le aree e i luoghi che andiamo a visitare sono quasi sempre siti di carattere storico, avvolti dal tempo remoto, dove ogni monumento o rovina di templi, archi o basiliche, non hanno più l’aspetto che avevano prima, quando erano in piedi all’epoca della loro costruzione.

VI FACCIO UN ESEMPIO: Davanti a te, adesso, hai le rovine del tempio del divo Giulio, sul foro romano, e di colpo te lo immagini ricostruito così com’era prima, con le colonne di marmo bianco e i simboli del potere di Roma. Ecco, la realtà per come sei abituato a considerarla non c’è più, è in stand-by, come se, temporaneamente, per qualche minuto, si staccasse la spina di un elettrodomestico e questo smettesse di funzionare. E quello che è più entusiasmante e bello di questa esperienza è che non hai nessuna voglia di tornare indietro.

Con quest’ultimo esempio, ci sembra di vivere i concetti espressi dalla prof.ssa Maria Virginia Cardi, docente di antropologia culturale presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna e di Brera, in merito ad un concetto sulla “rovina”: «La rovina spesso si apre come dimora per una sosta. Pensieri diversi si pongono; desideri vaghi s’intendono; una volontà di alterare e mutare il corso del reale, creando una sospensione del presente; dialogare con il passato, ma più ancora cercarvi asilo».

Quello che un tempo si chiamava “passeggiate in città” è uno sport che ci sentiamo vivamente di consigliarvi. Si può fare a tutte l’età e se ci riflettiamo un po’ ha un costo bassissimo per le nostre tasche.

PER SAPERNE DI PIU’….Per chi volesse saperne di più vi consigliamo di vedere sui motori di ricerca la parola chiave urban trekking e vicino scrivere il nome della città che più vi piace di visitare e anche qualche sito internet veramente bello da vedere e seguire. 

https://www.trekkingurbanoromano.org/https://www.inforideeinmovimento.org/trekking-in-citta.html

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