Prospettiva del Borromini

Oggi parliamo di un monumento molto spettacolare e architettonicamente sorprendente: della prospettiva o galleria del Borromini, che si trova all’esterno del palazzo, nel giardino di palazzo Spada a Roma.

Notate bene che noi proponiamo questi articoli sui monumenti perché durante i nostri trekking urbani vediamo tantissimi musei, monumenti e quadri e non possiamo farne a meno di osservarli e studiare. Il turismo nelle città d’arte è così, un tutt’uno. Seguiteci e andate a vederli, dopo averli studiati.

Dove siamo

Ci troviamo a Roma centro, tra le zone di Ponte Sisto e piazza Campo de’ Fiori, luoghi affollati e ricchi di vita quotidiana. A piazza Campo de’ Fiori il mercato si anima ogni giorno di vita e regala al visitatore uno spaccato di umanità multiculturale e internazionale. Da vedere e girare se si ha del tempo a disposizione. Dalla piazza, prendere via dei Balestrari e poi via Capo di Ferro, che è una delle entrate al palazzo. Qui l’ingresso è consentito nei giorni di Lunedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato e Domenica; il Giovedì, invece, l’ingresso è in via del Polverone, la prima a sinistra, rispetto a via Capo di ferro. Il Martedì, la galleria è chiusa. Comunque per qualsiasi altra informazione, rimandiamo al sito ufficiale.

Prospettiva

Costruita dall’architetto Borromini nel 1652, quando venne chiamato dal cardinale Bernardino Spada a ristrutturarne il palazzo cinquecentesco e all’interno del cortile realizza un capolavoro di illusionismo barocco che non lascia nessuno indifferente e lo sguardo carico di meraviglia. 
E’ con la collaborazione di un matematico che realizza una galleria fiancheggiata da colonne e coperta da una volta a botte, la cui larghezza reale è solo di circa 9 metri, ma che per ogni osservatore che la guardi, appare profonda 35 mt. Purtroppo per motivi di sicurezza o per il rischio di essere calpestata e usurata dal grande afflusso dei turisti, non è possibile entrare per fare le prove e vedere con i propri occhi l’illusione svelata.

Dettaglio

Da lontano, dunque sembra una struttura molto più profonda di quanto sembra. Ora, nel momento in cui ognuno la va a vedere si conosce praticamente tutto della struttura e la meraviglia si prova, beninteso, ma è passeggera e non scioccante com’era allora. Bisognerebbe spegnere il proprio cervello, dunque, per ritrovarsi in quei momenti del passato e solo allora verremmo scossi sicuramente da quel senso di illusione di cui la struttura ne è costituita. Però la realtà, purtroppo ci dice che non si tratta di nessun trucco, ma di leggi precise che sono state teorizzate nel quattrocento e già utilizzate dal Bramante. Si chiama prospettiva accelerata e prevede che il pavimento sia in leggera salita, le pareti convergenti e il soffitto, invece in discesa.

Il committente

Il cardinale Bernardino Spada, qui ritratto in una superba e colorata tela di Guido Reni, del 1631, esposto nelle sale del palazzo e precisamente nella Sala I, la prima che vi appare dopo aver aperto la porta; te lo trovi davanti e non puoi non farci caso, dato le dimensioni del quadro e poi perché era casa sua! Egli chiese all’architetto Borromini di ristrutturare il palazzo cinquecentesco e all’interno del cortile di costruire il capolavoro di illusionismo che nessuno lascia indifferente. 

La sezione longitudinale

In questa sezione, viene svelato l’arcano, ma noi vogliamo fare di più, e grazie a questo breve testo, preso interamente dal testo,Artelogia”, di Emanuela Pulvirenti, spiegarvi di che cosa si tratta: «L’entrata è alta 5,8 metri e larga 3,5, mentre l’arco di uscita, sul fondo appena 2,45 e largo 1, poco più grande di una porta. Arrivati sul fondo si scopre che la statua posta alla fine della prospettiva, che all’ingresso appare come una figura a grandezza naturale, è alta solo 60 cm». Fonte foto: di Anamorphose

Francesco Borromini

L’autore, l’architetto della prospettiva o galleria di palazzo Spada. Qui abbiamo preso il ritratto custodito nella sagrestia di San Carlo alle Quattro Fontane, altra sua opera mirabile, che si può visitare tranquillamente al quadrivio, tra la principale via del quirinale e via delle quattro fontane, appunto.

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