Un giro breve di straordinaria bellezza – Fontana di Trevi e chiesa di San Luigi dei Francesi

In questo giro, cari follower, i miei occhi hanno visto luoghi meravigliosi, così come quelli di migliaia di turisti che da ogni parte del mondo sono giunti fino a qui per perdersi e godersi la visita nella città eterna.

PARLIAMO DI.….della fontana di Trevi e della Chiesa di san Luigi dei francesi. Chissà quante volte, intorno alle mie orecchie ho sentito dire wonderful o beautiful e i sorrisi e i visi estasiati di ogni turista che era intorno a me, che non potevo non vedere e ascoltare, componevano quel quadro immaginario di straordinaria bellezza. Ognuno aveva in mano il proprio smartphone per catturare e “portarsi” via le immagini delle opere d’arte. A Roma ogni cosa è un’opera d’arte.

Carta delle strade

Un giro fantastico di appena 5 km al centro di Roma
al centro del mondo

DOVE CI TROVIAMO – Ci troviamo al centro di Roma, in particolare nel rione Trevi, il secondo di Roma. Basta percorrere un duecento metri su via del Corso, lasciando alle spalle Il vittoriano e imboccare via Lata e da lì, tra una traversa e un’altra ti trovi nella piazza della fontana, la mia prima destinazione della giornata, stupenda e bianca, splendente più che mai, la fontana più famosa del mondo conosciuto, piena di turisti e frequentata da donne meravigliose in cerca del selfie perfetto da far vedere a qualcuno nel giro della moda o dello spettacolo.

LA FONTANA DI TREVI – Siamo in primavera e a Roma già fa caldo. Il sole ci fa compagnia. Gli occhi sono tutti rivolti sulla bellezza della fontana, che era stata riportata in tutta la sua bellezza dal quattro giugno del 2014 da un restauro durato circa diciassette mesi, e sul gruppo marmoreo del dio Oceano che incede su un cocchio a forma di conchiglia trainato da due cavalli alati, soprannominati rispettivamente «cavallo agitato» (quello di sinistra) e «cavallo placido», (quello di destra), in riferimento agli analoghi momenti del mare a volte calmo e a volte burrascoso. Ma il mio sguardo, figuriamoci, è intermittente: guardavo prima di tutto il bianco splendente della fontana, costruita sulla facciata di Palazzo Poli da Nicola Salvi, cominciata nel 1732, e completata trent’anni dopo da Giuseppe Pannini; stilisticamente appartiene al tardo barocco.

LE RAGAZZE…..Dicevo del mio sguardo…i miei occhi sono come due lucine di natale, che si accendono e si spengono per qualche secondo, perché sotto la fontana, al livello più basso, c’è lo spettacolo più cool del mondo: le ragazze si fanno fotografare e regalano sorrisi a chiunque le guardi. Bionde, more, castane, rosse, di tutti i tipi e di tutti i paesi. La posa più o meno è sempre la stessa. Sorridenti e ammiccanti davanti ad Oceano. Quando sei qui, non vorresti essere in nessun altro posto! C’è la vita, i profumi, l’aria aperta e la bellezza vera, non quella vista sui libri o nei musei. Io ho riportato a casa soltanto le foto di Oceano e il bianco candido della fontana! E’ in testa che ho un gran casino!!

LA CHIESA DI SAN LUIGI DEI FRANCESI – Dopo, ho ripreso la strada, via delle Muratte, per dirigermi verso via del Corso e lì mi aspettavano le chiese, che di solito trovo chiuse perché quando vado in giro parto troppo presto e di conseguenza le trovo tutte chiuse. Un giro verso il Pantheon di cui parlerò un’altra volta, poi verso la chiesa di San Luigi dei Francesi. La nostra seconda tappa! Volevo vederla questa volta. Al momento è chiusa e sono solo. Sono le 8 e 22 e la chiesa apre alle 9.30. Faccio un giro sul cellulare, prendo un caffè per perdere un po’ di tempo ed ecco che le porte si aprono. I turisti si accalcano davanti alla porta, gli stessi che sono in fila. Io sono rimasto in disparte, tanto da lì a poco sarei entrato! “Wonderful, I’m arrived..Caravaggio..”.

CARAVAGGIO E DOMENICHINO – Entriamo, e la prima azione che fanno tutti i turisti e gli appassionati è quella di correre, affrettare il passo insomma, come se dovessero tutti prendere il rancio, io lo so perché lo fanno, ma a Roma è tutto fenomenale e possibile. Vanno diretti verso il famosissimo trittico della cappella dei Contarelli, ad ammirare le tre splendide tele del Caravaggio, che raffigurano i tre momenti drammatici e passionali della vita di Matteo. Il primo turista che arriva davanti ai quadri è solo, ha un sorriso e una gioia bellissimi da guardare. Vorrei scattargli una foto…ma non mi pare il caso. Imbraccia lui la sua reflex e incomincia a fotografare a raffica; fa foto da tutte le prospettive. Ci passa parecchio tempo, poi si rivolge alle sue donne, penso che siano sua moglie e sua figlia, che sono rimaste in disparte estasiate da tanta bellezza, e incomincia a raccogliere le gioie degli altri. Poi, per fortuna rivolge l’attenzione anche agli altri capolavori, che quasi sempre vengono ignorati. Sono gli affreschi di Domenichino con le storie di santa Cecilia dipinte nella seconda cappella della navata destra, poi su quella dell’altare della stessa cappella, dove c’è una copia di Guido Reni della Santa Cecilia e i santi Paolo, Giovanni Evangelista, Agostino e Maddalena, opera di Raffaello, del 1514, oggi conservati a Bologna nella Pinacoteca Nazionale.

ARRIVEDERCI – Giusto il tempo di scattare qualche foto con il mio cellulare, guardare attentamente ogni dettaglio per fissare tutte le immagini nelle mie ridotte celle di memoria, tornare indietro a riguardare tutto e poi uscire, per andare verso altre destinazioni, tanto poi, quando sarei ritornato a casa, mi sarei messo a studiare! Au revoir – At the next trip, bye bye

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